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  1. IL PAESE (CLICCA
  2. LE FESTE
  3. LA MONTAGNA PRODUCE (CLICCA QUI PER VEDERE LE FOTO)
  4. LE CHIESE
  5. LE PRIORESSE

 

     
IL PAESE

Nel cuore più profondo e incontaminato della Barbagia, in provincia di Nuoro, sorge Desulo: un affascinante e unico paese di montagna che conta oggi circa 2.000 abitanti. Arroccato sul versante occidentale del maestoso massiccio del Gennargentu, il borgo si sviluppa a un'altitudine media di 888 metri sul livello del mare, toccando i 900 metri nei punti più alti. Per raggiungere questo luogo straordinario partendo da Nuoro, si viaggia verso sud attraversando territori mozzafiato fino a raggiungere il suggestivo passo di Tascusì, uno dei valichi automobilistici più alti dell'isola, che fa da panoramica porta d'ingresso al centro abitato. Il nome di Desulo porta con sé un fascino antico e misterioso. Secondo un'antica tradizione, il toponimo deriva dal latino "Exulum" (Esilio). La leggenda narra infatti che il primo nucleo del paese fue fondato da un gruppo di cristiani in fuga dall'antica città costiera di Calmedia (l'odierna Bosa) per sottrarsi alle persecuzioni. Trovando rifugio sicuro e ospitalità tra queste montagne impervie, scelsero un nome che ricordasse la loro condizione di esuli. Il legame indissolubile di Desulo con la storia più antica della Sardegna è testimoniato da un record archeologico straordinario: il Nuraghe Ura 'e Sole. Situato a ben 1331 metri di altitudine a dominio del passo di Tascusì, è in assoluto il nuraghe più alto conosciuto di tutta la Sardegna. La sua posizione dimostra come queste vette fossero considerate strategiche e abitate fin dall'Età del Bronzo. L'attuale conformazione urbana ha invece un'origine medievale ed è frutto della fusione di tre rioni storici, un tempo nettamente separati tra loro per via della natura scoscesa del territorio: Asuai, Ovolaccio e Issiria. In passato questi tre nuclei erano collegati solo da impervi sentieri. Fu solo in epoca moderna, con la costruzione della strada principale che collega Desulo ai vicini territori di Aritzo, Tonara e verso Fonni, che le abitazioni si sono unite in un unico, caratteristico Paese-Striscia. Durante il Medioevo, Desulo appartenne al celebre Giudicato di Arborea, inserito all'interno della curatoria del Mandrolisai. Quando l'Arborea subì la definitiva sconfitta e l'isola passò sotto il dominio degli Aragonesi, Desulo e le comunità vicine dimostrarono una fiera resistenza. Ottennero infatti un privilegio politico rarissimo per l'epoca: il diritto per tutto il Mandrolisai di essere governato da un signore nativo della contrada, scelto e votato per elezione diretta dai cittadini stessi. Desulo è profondamente conosciuto per le sue indomite tradizioni, che si manifestano soprattutto nelle solenni feste che si svolgono di anno in anno. Salendo verso la località montana di Tascusì, si incontrano delle rinomate sorgenti naturali dove i passanti amano fermarsi per bere e raccogliere un'acqua freschissima e purissima. Questo luogo è anche intriso di una profonda spiritualità: la tradizione popolare racconta infatti che nella fontana di Tascusì sia apparsa la Madonna e che l'acqua che sgorga dalla fonte sia miracolosa. Camminando tra le vie dei rioni storici, si possono ammirare due piazze molto importanti per la comunità: Piazza "Garage" (nel rione di Ovolaccio) dove sorge la storica "Statua dei caduti in guerra", un monumento eretto tanto tempo fa per onorare e ricordare per sempre il sacrificio dei valorosi soldati desulesi caduti in difesa della patria, e Piazza "Padre Pio" (nel rione di Asuai) dove si trova la statua dedicata al Santo, donata con grande devozione da una famiglia locale. Ogni anno, la comunità si riunisce per una sentita processione che parte dalla Chiesa di San Sebastiano, nel rione di Asuai, e accompagna i fedeli fino al punto in cui risiede la statua di Padre Pio. Le occasioni più importanti dell'anno rimangono però le grandi processioni religiose della Domenica delle Palme, di Pasqua, del Corpus Domini, di San Sebastiano, San Basilio e della Madonna del Carmine. In queste giornate di festa, le prioresse e le donne del paese indossano con fiero orgoglio l'abito tradizionale di Desulo, considerato da molti il più bello di tutta la Sardegna per via dei suoi colori accesi: il rosso, il giallo e il blu. Secondo la tradizione, i colori del costume sono un esplicito riferimento cromatico alle tre regioni barbaricine confinanti (Ollolai, Belvì e Seulo). Questo capo d'abbigliamento straordinario è composto da elementi unici finemente ricamati a mano: Su Cucuddu (la tipica cuffia di panno rosso ricamata), Su Mucadore (il grande fazzoletto impreziosito da rose colorate), Sa Camisa (la candida camicia di mussolina bianca), Is Palettas (il prezioso busto in seta ricamata), Su Cippone (la giacca con ricami tradizionali semplici ma eleganti), Sa Camisedda (la caratteristica ed elegante gonna di orbace rosso) e Su Saucciu (il maestoso grembiule in orbace rosso, arricchito da richiami di nastri azzurri). Ad abbracciare il centro abitato c'è un patrimonio naturale immenso e dai colori cangianti in ogni stagione. I boschi di Desulo sono rinomati in tutta l'isola per la ricchezza delle loro specie vegetali, dominati da maestose distese di castagni secolari, querce dalle dimensioni gigantesche, lecci e rari esemplari protetti di tasso e agrifoglio. Con l'arrivo della primavera, le vallate e le pendici del Gennargentu si accendono di vita e di profumi: è in questa stagione che i visitatori possono ammirare i colori intensi della genziana e della splendida peonia selvatica, tradizionalmente battezzata la "Rosa del Gennargentu".

       
 
       
 
 
                                                                                            
 
LE FESTE

Durante le processioni di Pasqua,Sant' Antonio Abate, San Sebastiano, San Basilio, Madonna del Carmine ecc le statue vengono dai giovani che indossano il costume tradizionale di Desulo,  che si distingue tra i suoi colori accesi rosso, giallo e blu e viene indossato dalle prioresse sempre in occasione di queste ricorrenze e anche per Il Corpus Domini. Sant' Antonio Abate viene festeggiato nel Rione di Issiria il nel mese di Giugno, e il 16 e 17 gennaio dove viene fatto pure un grande Falò in suo onore e viene celebrata la Santa Messa. San Sebastiano la prima domenica di Luglio e il 19 e 20 gennaio si fa la Santa messe e i vespri, San Basilio il 9 settembre. La festa della Madonna del Carmelo si svolge il 4 agosto, si parte dalla chiesa del Rione di Ovolaccio in processione sino alla Parrocchia da li la Madonna viene caricata su un fuoristrada e portata a Tascusi a 1200 metri di quota, dove viene poi celebrata la messa all' aperto, e il 5 Agosto viene celebrata nuovamente la messa. Inoltre il 31 maggio si parte dalla Parrocchia e si va in processione a Piedi sino a Tascusi. Quella della Madonna del Carmelo è una processione che si fa il 16 luglio per le vie del Rione di Ovolaccio. il 21 Maggio viene fatta una fiacolata in onore di Santa Rita Partendo dalla Chiesa di San Sebastiano per Ovolaccio sino ad arrivare in Parrocchia, il giorno dopo invece viene fatta la processione nel rione di Ovolaccio.
       
         

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LA MONTAGNA PRODUCE

La rinomata rassegna "La Montagna Produce" è una delle sagre più importanti della Sardegna, inserita stabilmente nel circuito di Autunno in Barbagia, e si svolge ogni anno dal 31 ottobre al 2 novembre. La manifestazione nasce storicamente il 1° novembre del 1991, una giornata indimenticabile in cui l'intera popolazione di Desulo partecipò coralmente e con entusiasmo a questa iniziativa che oggi rappresenta un momento imprescindibile di divertimento, cultura e intrattenimento per migliaia di persone. La fiera è considerata una tappa di fondamentale importanza nel calendario degli eventi annuali dell'isola e costituisce la vetrina più significativa per l'esposizione, la promozione e la valorizzazione delle eccellenze agroalimentari e artigianali del territorio. All'interno della manifestazione vengono esaltati tutti gli aspetti della vita e dell'economia montana, immersi in un paesaggio suggestivo che si tinge dei caldi e caldi colori autunnali. Tra i caratteristici ortes, le antiche case in pietra e gli stand allestiti lungo le vie del borgo, vengono esposti e venduti i prodotti tipici della montagna, tra cui spiccano le castagne, le noci, le nocciole, i prelibati prosciutti di Desulo, le salsicce, i saporiti funghi selvatici raccolti nei boschi del Gennargentu, i formaggi pecorini e caprini, i dolci della tradizione e il pane tipico desulese noto come pane "cicci". Tutti questi prodotti, genuini e a chilometro zero, sono sempre più richiesti e apprezzati dai nuovi mercati della gastronomia di qualità. In particolare, le castagne di Desulo, celebri in tutta la Sardegna per la loro dolcezza, sono ottime gustate sia arrosto (le tradizionali caldarroste) sia bollite, mentre il miele di castagno locale, dal tipico retrogusto amarognolo, è tra i più pregiati e ricercati dagli intenditori. Oltre all'aspetto enogastronomico, la manifestazione ospita eventi culturali di primissimo piano, tra cui spicca l'assegnazione del prestigioso Premio Letterario Nazionale "Montanaru", intitolato al celebre poeta desulese Antioco Casula, che rappresenta uno dei concorsi letterari per la poesia in lingua sarda più importanti dell'intera isola. Ad arricchire l'offerta culturale vi sono numerose e interessanti esposizioni aperte al pubblico, tra cui la mostra micologica, la mostra delle erbe e delle piante officinali del Gennargentu, mostre di pittura e scultura di artisti locali, e suggestive mostre fotografiche dedicate alla ricca fauna e alla flora incontaminata del territorio. Ogni anno, tantissimi turisti provenienti da tutta la Sardegna, dalla penisola e dall'estero affollano le vie di Desulo per partecipare a questa straordinaria festa dell'identità barbaricina
 
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LE CHIESE
Il patrimonio sacro di Desulo si compone di cinque storici edifici di culto che presidiano i diversi rioni del paese e il territorio circostante: la Chiesa di San Sebastiano, la Chiesa della Madonna del Carmelo, la nuova Chiesa Parrocchiale di Sant'Antonio Abate, l'antica ed omonima chiesetta medievale situata ad essa adiacente, la Chiesa di Santa Croce e il Santuario campestre della Madonna della Neve a Tascusì. Ognuna di queste strutture è intimamente legata alla geografia urbana e all'identità dei tre rioni storici, che si sono sviluppati proprio attorno ad esse: nel rione di Asuai sorge la caratteristica Chiesa di San Sebastiano, nel rione di Ovolaccio è situata la Chiesa della Madonna del Carmelo, mentre l'importante rione di Issiria custodisce sia la grande Chiesa Parrocchiale di Sant'Antonio Abate, sia la storica Chiesa di Santa Croce. Di profondo valore nostalgico per tutta la comunità è l'antica chiesa vecchia di Sant'Antonio Abate, un gioiello di architettura tardo-gotica risalente al quindicesimo o sedicesimo secolo; nell'antichità e fino a qualche decennio fa, questo suggestivo tempio in pietra era il fulcro sociale del borgo e il luogo in cui si celebravano tradizionalmente tutti i matrimoni della popolazione desulese, mentre oggi purtroppo è temporaneamente chiusa al culto poiché, in seguito a storici cedimenti del terreno, necessita di un importante intervento di restauro e consolidamento strutturale per essere restituita al suo antico splendore. All'interno della nuova ed imponente Parrocchia di Sant'Antonio Abate a Issiria sono custodite le preziose ed artistiche statue della Madonna e di Gesù Risorto, simboli della fede locale. Inoltre, tra le sacre mura di questa grande chiesa parrocchiale rionale, oltre al simulacro della Madonna del Carmine, affettuosamente chiamata e conosciuta dai desulesi con il nome tradizionale di Su Cramu, sono conservate e venerate con grandissima devozione anche le statue di San Basilio e di Santa Rita, custodi delle memorie e delle processioni del borgo.

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Chiesa di Tascusì

Chiesa di Ovolaccio Chiesa di Issiria Chiesa di Asuai

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LE PRIORESSE
 Esiste un'antica istituzione religiosa che si tramanda dal passato e che manifesta il culto popolare della nostra parrocchia: le Compagnie delle Prioresse. Queste svolgono un ruolo molto importante in diversi momenti lieti o tristi della  vita,  si occupano principalmente di organizzare le feste religiose, di curare il decoro delle chiese,  di assistere i malati e i bisognosi, di recitare le  preghiere per i moribondi e dell'accompagnamento dei defunti. Le Prioresse partecipano alle processioni o ai funerali,  indossano durante  tutte le Processioni religiose  l'abito tradizionale desulese, e recando in mano stendardi e candele. La loro presenza conferisce un senso di solennità e di sentita partecipazione di fede.

Le Compagnie sono in tutto  nove: ad Issiria ci sono quelle di Sant'Antonio Abate,  del Sacro Cuore, di San Giuseppe, della Santa Croce e della Madonna del Rosario; ad Ovolaccio quella della Madonna del Carmine , di San Basilio e Santa Rita; ad Asuai quella di San Sebastiano e della Madonna del Rimedio.

Ciascuna Compagnia è  formata da sette persone: Sa  Priorissa "manna"  ( cioè Prioressa grande, che svolge la funzione di "capo" della compagnia), la vice Prioressa, la maestra delle novizie ( una persona che ha già svolto l'incarico in passato e che si occupa di insegnare chi svolge l'incarico per la prima volta), due operaie ( le persone che si occupano particolarmente della cura e della pulizia della chiesa) e due infermiere ( due persone che svolgono il compito principale di visitare e assistere le persone sole, malate o bisognose).

L'incarico delle Prioresse dura un anno, esse vengono scelte fra le donne praticanti, volonterose e disponibili che risiedono a Desulo. L'appartenenza ad una o all'altra compagnia è determinata dal rione in cui esse vivono.

Per l'insediamento delle Prioresse si svolgono significative celebrazioni religiose, una per ogni compagnia, durante le quali il sacerdote chiama per nome le sette Prioresse, che si dispongono davanti al presbiterio, dopo di che il sacerdote consegna un cero a ciascuna e recita una preghiera di benedizione.

 
       
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