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La rinomata rassegna "La Montagna Produce" è una delle sagre più importanti della Sardegna, inserita stabilmente nel circuito di Autunno in Barbagia, e si svolge ogni anno dal 31 ottobre al 2 novembre. La manifestazione nasce storicamente il 1° novembre del 1991, una giornata indimenticabile in cui l'intera popolazione di Desulo partecipò coralmente e con entusiasmo a questa iniziativa che oggi rappresenta un momento imprescindibile di divertimento, cultura e intrattenimento per migliaia di persone. La fiera è considerata una tappa di fondamentale importanza nel calendario degli eventi annuali dell'isola e costituisce la vetrina più significativa per l'esposizione, la promozione e la valorizzazione delle eccellenze agroalimentari e artigianali del territorio. All'interno della manifestazione vengono esaltati tutti gli aspetti della vita e dell'economia montana, immersi in un paesaggio suggestivo che si tinge dei caldi e caldi colori autunnali. Tra i caratteristici ortes, le antiche case in pietra e gli stand allestiti lungo le vie del borgo, vengono esposti e venduti i prodotti tipici della montagna, tra cui spiccano le castagne, le noci, le nocciole, i prelibati prosciutti di Desulo, le salsicce, i saporiti funghi selvatici raccolti nei boschi del Gennargentu, i formaggi pecorini e caprini, i dolci della tradizione e il pane tipico desulese noto come pane "cicci". Tutti questi prodotti, genuini e a chilometro zero, sono sempre più richiesti e apprezzati dai nuovi mercati della gastronomia di qualità. In particolare, le castagne di Desulo, celebri in tutta la Sardegna per la loro dolcezza, sono ottime gustate sia arrosto (le tradizionali caldarroste) sia bollite, mentre il miele di castagno locale, dal tipico retrogusto amarognolo, è tra i più pregiati e ricercati dagli intenditori. Oltre all'aspetto enogastronomico, la manifestazione ospita eventi culturali di primissimo piano, tra cui spicca l'assegnazione del prestigioso Premio Letterario Nazionale "Montanaru", intitolato al celebre poeta desulese Antioco Casula, che rappresenta uno dei concorsi letterari per la poesia in lingua sarda più importanti dell'intera isola. Ad arricchire l'offerta culturale vi sono numerose e interessanti esposizioni aperte al pubblico, tra cui la mostra micologica, la mostra delle erbe e delle piante officinali del Gennargentu, mostre di pittura e scultura di artisti locali, e suggestive mostre fotografiche dedicate alla ricca fauna e alla flora incontaminata del territorio. Ogni anno, tantissimi turisti provenienti da tutta la Sardegna, dalla penisola e dall'estero affollano le vie di Desulo per partecipare a questa straordinaria festa dell'identità barbaricina
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| LE CHIESE | |||||||
| Il patrimonio sacro di Desulo si compone di cinque storici edifici di culto che presidiano i diversi rioni del paese e il territorio circostante: la Chiesa di San Sebastiano, la Chiesa della Madonna del Carmelo, la nuova Chiesa Parrocchiale di Sant'Antonio Abate, l'antica ed omonima chiesetta medievale situata ad essa adiacente, la Chiesa di Santa Croce e il Santuario campestre della Madonna della Neve a Tascusì. Ognuna di queste strutture è intimamente legata alla geografia urbana e all'identità dei tre rioni storici, che si sono sviluppati proprio attorno ad esse: nel rione di Asuai sorge la caratteristica Chiesa di San Sebastiano, nel rione di Ovolaccio è situata la Chiesa della Madonna del Carmelo, mentre l'importante rione di Issiria custodisce sia la grande Chiesa Parrocchiale di Sant'Antonio Abate, sia la storica Chiesa di Santa Croce. Di profondo valore nostalgico per tutta la comunità è l'antica chiesa vecchia di Sant'Antonio Abate, un gioiello di architettura tardo-gotica risalente al quindicesimo o sedicesimo secolo; nell'antichità e fino a qualche decennio fa, questo suggestivo tempio in pietra era il fulcro sociale del borgo e il luogo in cui si celebravano tradizionalmente tutti i matrimoni della popolazione desulese, mentre oggi purtroppo è temporaneamente chiusa al culto poiché, in seguito a storici cedimenti del terreno, necessita di un importante intervento di restauro e consolidamento strutturale per essere restituita al suo antico splendore. All'interno della nuova ed imponente Parrocchia di Sant'Antonio Abate a Issiria sono custodite le preziose ed artistiche statue della Madonna e di Gesù Risorto, simboli della fede locale. Inoltre, tra le sacre mura di questa grande chiesa parrocchiale rionale, oltre al simulacro della Madonna del Carmine, affettuosamente chiamata e conosciuta dai desulesi con il nome tradizionale di Su Cramu, sono conservate e venerate con grandissima devozione anche le statue di San Basilio e di Santa Rita, custodi delle memorie e delle processioni del borgo. | |||||||
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Chiesa di Tascusì |
Chiesa di Ovolaccio | Chiesa di Issiria | Chiesa di Asuai | ||||
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| LE PRIORESSE | ||||||||||||||||||||
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Esiste un'antica istituzione
religiosa che si tramanda dal passato e che manifesta il culto popolare
della nostra parrocchia: le Compagnie delle Prioresse. Queste svolgono un
ruolo molto importante in diversi momenti lieti o tristi della vita, si
occupano principalmente di organizzare le feste religiose, di curare il
decoro delle chiese, di assistere i malati e i bisognosi, di recitare le
preghiere per i moribondi e dell'accompagnamento dei defunti. Le Prioresse
partecipano alle processioni o ai funerali, indossano durante tutte le
Processioni religiose l'abito tradizionale desulese, e recando in mano
stendardi e candele. La loro presenza conferisce un senso di solennità e
di sentita partecipazione di fede. Le Compagnie sono in tutto nove: ad Issiria ci sono quelle di Sant'Antonio Abate, del Sacro Cuore, di San Giuseppe, della Santa Croce e della Madonna del Rosario; ad Ovolaccio quella della Madonna del Carmine , di San Basilio e Santa Rita; ad Asuai quella di San Sebastiano e della Madonna del Rimedio. Ciascuna Compagnia è formata da sette persone: Sa Priorissa "manna" ( cioè Prioressa grande, che svolge la funzione di "capo" della compagnia), la vice Prioressa, la maestra delle novizie ( una persona che ha già svolto l'incarico in passato e che si occupa di insegnare chi svolge l'incarico per la prima volta), due operaie ( le persone che si occupano particolarmente della cura e della pulizia della chiesa) e due infermiere ( due persone che svolgono il compito principale di visitare e assistere le persone sole, malate o bisognose). L'incarico delle Prioresse dura un anno, esse vengono scelte fra le donne praticanti, volonterose e disponibili che risiedono a Desulo. L'appartenenza ad una o all'altra compagnia è determinata dal rione in cui esse vivono. Per l'insediamento delle Prioresse si svolgono significative celebrazioni religiose, una per ogni compagnia, durante le quali il sacerdote chiama per nome le sette Prioresse, che si dispongono davanti al presbiterio, dopo di che il sacerdote consegna un cero a ciascuna e recita una preghiera di benedizione.
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